Sul Maschile #18 Lo squilibrio atavico

Capitolo 4: Violenza maschile / 3

4.4. Lo squilibrio atavico

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza ne iconfronti delle donne e la violenza domestica (2011) – meglio nota come Convenzione di Istanbul; ratificata con Legge 27 giugno 2013, n. 77 – scrive, forse, le pagine più energiche nella condanna ad ogni forma di violenza sulle donne.

Segue e supera i trattati precedenti, riaffermando con maggiore forza che il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, de jure e de facto, è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne. Ripropone e riscrive una delle asserzioni centrali della Dichiarazione del 1993, eccola nella sua nuova veste:

« La violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione. »1

Uno dei meriti della Convenzione è quello di introdurre alcuni nuovi concetti dando anche delle definizioni di base per meglio orientarsi. Ai termini quali “genere”o “vittima” vengono date delle definizioni brevi e semplici di immediata comprensione per tutti.

Il concetto di “natura strutturale delle violenza”, pone l’attenzione sul fatto che la violenza di genere è violenza contro le donne, e che tale fenomeno è strutturale, e cioè, è parte integrante della struttura stessa sulla quale si erge la società mondiale: lo squilibrio storico nelle dinamiche di potere tra i sessi che costringe le donne in una posizione subordinata rispetto agli uomini.

« Con il termine “donne” sono da intendersi anche le ragazze di meno di 18 anni. »2

Si precisa che la violenza contro le donne, o violenza di genere, riguarda tutto il mondo femminile. Per donne si intendono anche le ragazze e le bambine.

C’è un problema di violenza maschile nella nostra società ed è trasversale a tutti i tempi, a tutti i paesi, a tutte le culture, a tutte le etnie, a tutte le classi sociali, a tutti i livelli di istruzione.

Le donne (ovvero le ragazze e le bambine) sono maggiormente esposte al rischio di subire violenza di genere rispetto agli uomini.

Per quanto anche gli uomini possano essere vittime di violenza domestica, la violenza di genere colpisce le donne in quanto donne, e in modo sproporzionato.

Le bambine e i bambini, in quanto testimoni di violenze all’interno della famiglia, sono considerati anch’essi vittime di violenza domestica.

Si fa riferimento a diverse tipologie di violenza che vanno a toccare diverse sfere dell’esistenza umana: fisica, sessuale, psicologica, economica.

Sul Maschile

L’approccio socioculturale come metodo di prevenzione e trattamento dei comportamenti maschilisti

Stefano Decandia, Tesi di Laurea Magistrale

1 Convenzione di Istanbul, 2011

2 Convenzione di Istanbul, 2011

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