Nuovi Padri #6 Un Ritratto

Nuovi Padri – Una sfida di genere

3. I nuovi padri: un ritratto

Io spero che, in un futuro non troppo lontano – perché se no io cresco e non ci penso nemmeno più – lui riesca a cambiare e ad essere più presente nella mia vita.

Da un’intervista ad una bambina, tratta dal documentario “Come mio padre” di Stefano Mordini

Cosa sono i nuovi padri e cosa ci si aspetta da loro? Perché la madre è donna? Perché non può essere l’uomo a dedicarsi quotidianamente a tutte le attività che costituiscono la cura dei figli?

I nuovi padri sono coloro che dividono i compiti di casa con la madre (co-partner). In questo modello è contenuto un grande ideale di giustizia e di uguaglianza della coppia.

I nuovi padri sono padri coinvolti affettivamente nella cura dei figli. I nuovi padri sono coloro che acquisiscono, sempre più, caratteristiche materne (lo stesso processo inverso avviene per le nuove madri), in questi casi si potrebbe parlare di affiancamento della doppia presenza delle madri con la doppia presenza dei padri, entrambi impegnati ed espressi, tanto nel mercato del lavoro quanto nel mondo domestico e famigliare. I nuovi padri sono possessori di capacità affettive, ignote anche a loro stessi, finché non gli venga data la possibilità di sperimentarsi in questa nuova sfida. Sono definiti anche “padri materni” o “padri androgini”, soprattutto dalla psicanalisi, e “genitori dedifferenziati”, dalla sociologia, che li inquadra verso una omogeneizzazione di funzioni, con l’emersione della figura del “genitore unico”. I nuovi padri sono coinvolti, alla pari con le madri, nella cura dei figli. Assegnano ai figli un grande valore affettivo, che definiscono: «La più grande gioia della vita» e «La realizzazione della coppia». Attribuiscono alla coppia, il valore della parità di genere. Sono meno orientati al lavoro esterno e più desiderosi di partecipare alle attività di cura e di socializzazione dei figli. Vogliono vivere in modo più intenso e profondo la propria paternità, soprattutto per quel che riguarda la sfera affettiva.

Va precisato che questo ritratto che viene fuori non corrisponde alla realtà dominante, ma si può leggere una certa tendenza generale in tal senso. Non va, per altro, trascurato il fatto che non tutte le madri desiderano cambiare le relazioni di genere in famiglia e che talvolta sono proprio loro stesse a porre limiti e freni alla piena realizzazione di questa figura “mitica” del nuovo padre, proprio per il timore di perdere potere nelle sfere che la tradizione assegnava alla loro esclusiva competenza.

Infine, va reso noto che anche la psicologia, oramai, è concorde nell’accettare che anche il padre possa svolgere le funzioni tradizionalmente attribuite in esclusiva alla madre (e viceversa).

Note:
– Anna Laura Zanatta, Nuove madri e nuovi padri. Essere genitori oggi, Il Mulino, Bologna, 2011
– Luigi Zoja, Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, Bollati Boringhieri, Torino, 2000-2014

Dr Stefano Decandia / Assistente Sociale / Consultorio Maschile @ CoMa onlus

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