Sul Maschile #13 Progetto Zero 2/4

Capitolo 7: Il Progetto Zero 2/4

Il Progetto Zero è il primo progetto ideato e realizzato da CoMa onlus, è un laboratorio di intervento socio-culturale, basato sulla promozione della parità di genere e della nonviolenza all’interno delle relazioni affettive.

7.2. Le ragazze e i ragazzi

Il gruppo delle e dei partecipanti al progetto era composto da dieci studenti: sei ragazze e quattro ragazzi, fra i diciassette e i diciotto anni, tutti appartenenti alla medesima classe: la 4B – Sistemi Informativi Aziendali dell’Istituto Tecnico Commerciale G.P. Chironi di Nuoro. Tale percorso di studi ha l’obiettivo di formare esperti in sistemi informatici, della programmazione, delle tecnologie Web e dei sistemi di rete, tramite l’acquisizione di competenze nella costruzione di programmi, nella gestione di sistemi informatici e database.

7.3. Le operatrici e gli operatori

Il gruppo degli operatori era così composto: gli operatori del Cesp: il direttore del Cesp con funzioni di regia su tutto il progetto; una educatrice con funzioni di supervisione e di coordinamento tra la struttura Cesp e l’Associazione CoMa; una tirocinante presso il Cesp, educatrice in formazione, con funzione di tutor all’interno del gruppo classe e punto di riferimento per gli studenti rispetto alla struttura ospitante; gli operatori del CoMa: un assistente sociale, una facilitatrice di evoluzione personale, un operatore formato in sociologia.

7.4. I giochi cooperativi [1]

Le giornate di lavoro prevedevano uno spaziotempo dedicato ai giochi cooperativi, parte integrante del percorso di riflessione e di evoluzione personale e relazionale.

Il gioco è la più alta forma di apprendimento sociale e relazionale durante l’infanzia. Da bambini, attraverso il gioco, impariamo a conoscere noi stessi e l’ambiente circostante. Nel gioco cooperativo non c’è nessuna sfida: i partecipanti giocano per il gusto di giocare e, contemporaneamente, si relazionano con sé stessi, con le proprie capacità e con gli altri.

I giochi cooperativi offrono la possibilità di sperimentare in prima persona la fiducia che abbiamo in noi stessi e negli altri, attraverso l’esperienza diretta.
Il gioco favorisce la cooperazione, la condivisione e aiuta a creare relazioni armoniose; permette di liberarsi da schemi di controllo e facilita l’apertura verso gli altri.
I giochi cooperativi vengono usati, molto spesso, all’interno dei corsi perché favoriscono la creazione del gruppo, che è la base di ogni percorso.

Una breve descrizione dei giochi messi in scena durante il Progetto

Auto-Auto: gioco di fiducia e stretto contatto
Vengono formate delle coppie. A turno uno farà l’autovettura e l’altro il guidatore. Chi fa il guidatore deve, senza parlare, mettere le mani sulle spalle di chi fa l’autovettura, e guidarlo in mezzo agli altri. Chi, invece, fa l’autovettura, chiude gli occhi e si lascia guidare. Entrambi i partecipanti dovranno ascoltare le sensazioni, le emozioni e i pensieri che sentiranno durante il gioco. A fine gioco ci si mette in cerchio e si può raccontare la propria esperienza: come mi sono sentito? Ho avuto paura? Mi sono fidato?

Affidarsi: gioco di fiducia e stretto contatto
Si creano gruppi di sei persone. Una persona si mette al centro e le altre fanno cerchio intorno. La persona al centro chiude gli occhi e si lascia andare a peso morto in una qualche direzione. Chi gli sta attorno farà in modo di non farla cadere, sostenendola e riportandola al centro, aiutandosi con leggeri movimenti delle mani.

Camminare fiduciosi: gioco di fiducia
Si crea un cerchio abbastanza grande. Ogni partecipante, ad occhi chiusi, a turno, si muove dentro il cerchio senza prendere una direzione ben precisa. Gli altri hanno il compito di accompagnarlo, con leggeri movimenti delle mani, affinché non vada a sbattere ed evitando che si possa fare del male.

Comunicare con le mani: gioco di fiducia e di sintonia
Lo scopo del gioco è quello di scoprire fino a che punto sia possibile comunicare col proprio partner in modo non verbale, utilizzando solo il tatto e l’intuito. Si gioca in coppia. Le coppie si costituiscono ad occhi chiusi, per cui nessuno sa chi ha davanti. Ogni coppia comunica solo attraverso le mani. Il facilitatore indica, una alla volta, diverse emozioni, e ogni partecipante dovrà, attraverso le mani, riuscire a comunicare tali emozioni.

Dr Stefano Decandia / Assistente Sociale / Consultorio Maschile @ CoMa onlus

Note:
[1] Materiale elaborato da Maria Corda (Facilitatrice di Evoluzione Personale), responsabile della gestione dei giochi cooperativi all’interno del Progetto Zero.

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Sul Maschile

L’approccio socioculturale come metodo di prevenzione e trattamento dei comportamenti maschilisti

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