Sul Maschile #11 Corpo sessuale e Virilità / 2

Capitolo 3: Corpo sessuale e Virilità / 2

Se il nostro maschietto aderisse pedissequamente alle regole sociali del maschile, si troverebbe a ripetere un copione dettato dall’insegnamento maschile diventando maschio nel maschilismo-eterosessimo. Integrando, invece, gli insegnamenti femminili potrebbe divenire un nuovo maschio “pronto ad affrontare con rispetto e umiltà le difficili e imprevedibili esperienze del percorso di vita”.

La virilità è l’esperienza del conflitto fra maschi: l’esigenza di doversi affermare come maschio rispetto ad un altro maschio, senza esporsi alla fragilità emotiva, rinforzando solo l’aspetto dello stereotipo di genere di appartenenza, e allontanando le emozioni più profonde relegandole fra le cose da femmina.

«Molti uomini, oggi, sembrano essere vittime di una non gestione dell’emotività.» [25]

L’uomo può imparare a mettersi all’ascolto delle proprie emozioni, del proprio corpo e della propria energia erotico-sessuale. Quando questo ascolto viene percepito come sinonimo di fragilità, si può prendere maggiore confidenza con la propria fragilità che, una volta conosciuta, diventa una nostra preziosa compagna di vita.

«Essere virili significa essere certi della propria identità maschile e non della proiezione sociale giudicante dell’idea del “maschile”.» [26]

Di fronte ad incomprensioni relazionali, quando il confronto con l’altro si fa complicato, quando non è facile assumersi le proprie responsabilità, spesso il corpo risponde con delle somatizzazioni. Quando è l’area genitale ad esserne colpita, l’uomo si sente perduto. l’ansia da prestazione, con tutto il suo carico di disagio, proclama la fine della virilità.

Sarebbe necessario, all’interno di questa importante esperienza corporea, riconoscere i propri bisogni (anche quelli del corpo e sessuali) e le proprie fantasie.

Nel femminile, il piacere, è innanzitutto associato alla sua soggettività emotiva attraverso l’immaginario erotico, prima che integrato a livello fisico e fisiologico.

I nuovi maschi hanno una maggiore cura della propria immagine estetica, sono attenti all’alimentazione, fanno attività fisica spesso per diventare più grossi di quanto i maschi non siano effettivamente in natura (per contrasto le femmine curano l’alimentazione e l’attività motoria ma per diventare molto più magre di quanto sarebbero effettivamente in natura).

Il nuovo maschio è esteticamente affascinante e modello per sé stesso, in bella mostra nei selfie dentro i social network, ma al suo interno rinforza paure e insicurezze; anche nell’incontro erotico-sessuale: o non si sente all’altezza o, non sapendo scegliere, diventa un collezionista di esperienze.

«Il nuovo maschio ha bisogno di imparare a integrare le emozioni tipiche di un femminile con l’esperienza passata del virile. La superficialità deve lasciare lo spazio all’indipendenza e l’effimero alla concretezza.» [27]

Sono numerosi gli uomini che non hanno conoscenza degli elementi funzionali del proprio genitale e vivono in costante confronto con gli altri uomini e con la pornografia, non solo in termini di dimensioni ma anche di performance. Questo confronto può portare ad una visione distorta della realtà e soprattutto a perdere di vista l’unico vero obiettivo: il proprio piacere (e quello dell’altra persona coinvolta nell’incontro erotico-sessuale). Piacere che nulla ha a che fare con le dimensioni delle pezzature dei corpi (maschili e femminili); con la durata e la qualità dell’erezione: questo se la penetrazione non è l’unica attività sessuale prevista, o comunque quando non è vissuta come l’unica possibilità di esperienza erotica, in riguardo anche ad altre pratiche e al coinvolgimento di altre parti del corpo, che non siano solo ed esclusivamente gli organi genitali; il raggiungimento obbligatorio o a tempo di eiaculazioni e orgasmi vari.

«Ogni volta che un individuo entra nella “dimensione orgasmica” deve imparare a lasciarsi andare all’esperienza del piacere sessuale. Piacere che si rivelerà diverso ogni volta! Infatti, il piacere non è solamente fisico, ma è legato a diverse e importanti maglie dell’esperienza intima dell’essere umano: le dinamiche relazionali, il rapporto vissuto con la/il partner, il momento in cui è sperimentata la sessualità, l’ambiente in cui ci troviamo, lo stato d’animo del momento. Chiaramente sperimentare un rapporto sessuale presuppone il desiderio e la complicità con il/la partner, tanto che ogni volta può essere una “nuova volta”.» [28]

Note:
[25] Fabrizio Quattrini, Il piacere maschile. #sessosenzatabù, Giunti, Firenze, 2017, p. 34
[26] Quattrini, 2007, op. cit., p. 38
[27] Quattrini, 2007, op. cit., p. 56
[28] Quattrini, 2007, op. cit., p. 93

Dr Stefano Decandia / Assistente Sociale / Consultorio Maschile @ CoMa onlus

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L’approccio socioculturale come metodo di prevenzione e trattamento dei comportamenti maschilisti

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